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Il Beauty e la sua resilienza - un modello da imitare

Non tutti i settori hanno subìto le conseguenze della pandemia con la stessa intensità. La cosmetica in particolare ha dimostrato grande dinamismo.

Un settore storicamente resistente

Il comparto della cosmesi e dei prodotti di bellezza non è nuovo a prove di forza anche nei momenti più complicati. Già in occasione di precedenti crisi, come ad esempio quella del 2008, ha registrato cali di fatturato a una sola cifra, mentre in altri ambiti le perdite erano ben più consistenti.

Nonostante la complessità dell’attuale contesto, il Beauty ha superato ancora una volta l’esame. In base a quanto riportato dal report “Altagamma Consensus 2020”, elaborato dalla Fondazione Altagamma, a fronte di un calo dei beni di lusso che viaggia su una media del -20%, i prodotti di cosmesi hanno bloccato l’impatto al -13%, il dato più basso tra quelli rilevati.

Il balzo del Beauty on-line

In un settore in cui, come vedremo fra poco, nemmeno il commercio fisico ha alzato bandiera bianca davanti al Coronavirus, il comparto E-commerce non poteva che “fare il botto”. Tra fine febbraio e metà aprile, le vendite sul Web della cosmetica hanno segnato uno straordinario + 93%.

Nell’interpretare questo successo in una ricerca dal titolo “The Online State Of Skincare Brands”, Digital Luxury Group lascia anche intendere quali ne siano i fattori chiave. La società di consulenza individua sette pilastri in cui è necessario eccellere: 

Quelli appena citati sono gli elementi che determinano una User Experience di successo all’interno di un sito Web. I brand del Luxury devono quindi agevolare il percorso dei consumatori, essere chiari e trasparenti e puntare su programmi fedeltà per coinvolgere la clientela.

Dati incoraggianti anche dal Retail fisico

I pilastri di cui sopra possono comunque venir traslati agevolmente anche nel mondo dei negozi “off-line”. Il Beauty li ha fatti propri a 360°, ragionando secondo una prospettiva omni-channel ed evitando che il fisico rimanesse indietro rispetto al virtuale. Bastano un paio di esempi recenti per dimostrarlo.

Il brand di cosmetici fatti a mano Lush non si è fatto attendere nel riaprire i suoi 31 store in Italia: il segreto è una revisione della shopping experience in direzione della sicurezza, che integra on-line e off-line. Ethos Profumerie sembra invece già tornata alla normalità, con le vendite che aumentano quasi del 50% solo nei primi 15 giorni post-lockdown. In quest’ultimo caso, grazie a una strategia multi-canale che ha incluso iniziative quali delivery, webinar e presenza in TV, una vera e propria crisi pare non essere mai arrivata.

Con i propri applicativi in grado di gestire tutti i processi del Retail, Bizeta può implementare una User Experience integrale e di successo, perfetta per ogni mercato verticale.