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Format distributivi nel Fashion Retail

​​​​​​​Pop-Up Store, Temporary Store, Concept Store…Scopri tutti i principali format che impreziosiscono il Fashion Retail!

La vendita al dettaglio costituisce l’ultimo anello della catena di distribuzione, con il ruolo fondamentale di vendita al consumatore finale.

L’obiettivo è attirare, coinvolgere e convertire il visitatore del punto vendita in cliente, e per farlo il negozio tradizionale può assumere numerose forme e tipologie.

 

In particolare nel Fashion Retail esistono numerosi format distributivi, che assumono nomi diversi a seconda delle caratteristiche, dei luoghi in cui sorgono e dei prodotti che vendono (multimarca o monomarca). 

 

Ecco un elenco dei principali format distributivi nel Fashion Retail, di cui si sente parlare sempre più spesso:

 

CORNER

Il corner è un’area dedicata ad un singolo brand (monomarca) all’interno di un punto vendita multimarca (es. un grande magazzino). 

L’impresa che si occupa del corner può gestire la comunicazione in-shop, la vendita ed il personale in modo indipendente.

 

FLAGSHIP STORE

Questi negozi, detti anche “negozi bandiera”, si trovano nei luoghi più importanti delle grandi città.

Questi punti vendita sono monomarca e non si preoccupano in primis del fatturato vero e proprio del brand, ma nascono principalmente per comunicare i valori simbolici del marchio in questione.

 

CONCEPT STORE

Il concept store è un punto vendita caratterizzato da una forte tematizzazione: l’obiettivo è quello di far vivere al cliente una vera e propria esperienza all’interno del mondo del marchio in questione.

La customer experience nel concept store è ricca di stimoli e suggestioni creati dalla merce in vendita, ma anche dall’allestimento e dall’ambiente.

 

FACTORY OUTLET

Il factory outlet è un’evoluzione dei cari vecchi “spacci aziendali”. L’obiettivo degli outlet è quello di smaltire la merce rimasta in magazzino e quella fallata, applicando grandi sconti ai prodotti.

Non si trovano nei centri città, ma nelle zone più periferiche.

 

SHOP IN SHOP o STORE WITHIN A STORE

Il shop in shop nasce quando un rivenditore affitta una parte del suo punto vendita ad un altro brand, facendolo diventare un negozio indipendente a tutti gli effetti.

 

TEMPORARY STORE

Il temporary store va contro gli schemi tradizionali di un punto vendita.

Questo tipo di negozio infatti, apre senza preavviso, rimane aperto per pochi giorni (massimo un mese) e chiude di nuovo senza preavviso, per poi aprire in un altro luogo.

La logica del temporary store è complessa e molto moderna: questo modus operandi ha lo scopo di creare un’immagine particolare di un determinato brand, ma anche quello di incentivare l’acquisto, poiché il consumatore finale non potrà sapere quando il negozio effettivamente avrà intenzione di chiudere.

 

GUERRILLA STORE o POP-UP STORE

Il guerrilla store è un particolare esempio di temporary store, con una caratteristica in più: questi punti vendita nascono in luoghi isolati, lontani dal centro delle città, in palazzi dismessi, o edifici da demolire.

Anche in questo caso l’apertura è improvvisa e la chiusura lo è altrettanto; i pezzi che si vendono sono spesso unici e i prezzi sono solitamente più bassi rispetto ai negozi normali. Non esistono insegne e spesso nemmeno commesse o personale di vendita.

Rei Kawakubo ha sperimentato questo formato, traendone un grande successo.