Chiudi il banner
Questo sito utilizza esclusivamente cookie analytics e tecnici.

Ai sensi del provvedimento n. 229 dell'8 maggio 2014 del Garante della Protezione dei Dati Personali per l'installazione dei cookie tecnici non è richiesto il consenso degli utenti (art. 13 del Codice privacy).

Per maggiori informazioni consulta  l'informativa estesa.

Fashion & Luxury: i trend dei retail per il 2017

​​​​​​​2016 positivo, conferme e novità per il fashion & luxury Retail nel 2017

Nel rispetto delle previsioni, il segmento luxury del mercato della moda ha segnato un segno + a fine anno (2016). E il fashion si proietta nel 2017 con alcune conferme e altre novità che potrebbero segnare un prima e un dopo per il retail. 

 

Secondo gli ultimi dati collezionati, i top brands quotati in borsa nel listino fashion e luxury segnalano che il fatturato delle principali griffe ha messo a segno un +11,5% superando i 21,8 miliardi di euro.

Tra i marchi si segnala Prada (con 3,5 miliardi di euro) e Salvatore Ferragamo (con 1,4 miliardi), confermando il made in Italy come sinonimo di eccellenza e di qualità.

 

Mentre il vero cambiamento che potrebbe rappresentare lo spartiacque per il mercato del fashion retail nel 2017 è sotto gli occhi di chi legge. Si chiama web e nella sua accezione più commerciale: l’e-commerce.

 

Da un’indagine svolta da Smi presso i propri associat presenti lungo tutta la filiera Tessile-Moda italiana, emerge che se il 13% delle aziende intervistate nel 2025 immagina la quota dell’e-commerce tra il 16 e il 20% del mercato, il 30% delle aziende intervistate ritiene addirittura che tale quota potrebbe superare il 20% entro 10 anni, andando a penalizzare prevalentemente i negozi multi-marca sia appartenenti al dettaglio indipendente sia alle catene.

 

Nonostante la quasi totalità delle aziende a campione abbia un sito web, oggi solo il 40% degli associati ha un sito con e-commerce e l’incidenza di queste vendite sul giro d’affari complessivo raramente supera il 5%. Quindi da un lato c'è una tecnologia 4.0 che permette di avere negozi virtuali aperti tutto il giorno ovunque, dall'altro il rischio che si vada a ledere il business più legato al retail.

 

Ma se da un lato la tecnologia rischia di sostituire l'uomo in alcuni processi, dall’altro c'è un insieme di fattori che solo l'uomo può sviluppare per fare business. Si chiama strategia.

Bizeta offre servizi di project management internazionali, seguendo le aziende dall’analisi dei requisiti fino allo sviluppo di strategie di gestione complete e su misura.

Contattaci per una consulenza personalizzata basata su professionalità, esperienza e un approccio flessibile!